Buongiorno! E’ domenica mattina di fine ottobre, grigia e padana. Il caffè non può bastare a tirarsi sù. Ci vuole un incentivo in più. Per fortuna c’è la crostata che ho fatto ieri. Per fortuna è buona! Sulla marmellata non potevo avere dubbi, è la marmellata di mele cotogne che ha fatto la Lucy in Salento. Per la frolla che invece ho fatto io, beh, un piccolo dubbio mi viene sempre, ma alla fine con questa ricetta non si sbaglia mai. Neppure io, e questo mi stupisce sempre.
Ricetta
frolla:
– 70 gr di zucchero
– 20 gr acqua fredda
– 260 gr di farina
– 80 gr di olio d’oliva (o girasole se volete essere più delicati)
– 1 uovo
– 1 cucchiaino di lievito per dolci
– 1 pizzico di cannella e/o una grattuggiatina veloce alla buccia di un limone. (Optional, ma super consigliati se usate l’olio d’oliva)
marmellata:
– marmellata di mele cotogne bio del Salento. Non la so fare, procuratevela come faccio io. Chi non ha un amico salentino? 🙂
Procedimento:
Frullate lo zucchero fino a farlo diventare a velo. E poi impastate tutti gli ingredienti insieme. Stendete il composto e ricoprite il fondo di una tortiera (io uso quelle di silicone). Mettete su uno strato di marmellata (1cm). Decorate la superficie con striscioline di pasta avanzata. Io ho aggiunto anche delle nocciole piemontesi che vagavano in cucina. E anche qui mi è scappato il tocco “fusion”.
Focus terminologico:
Mele Cotogne. Le mele cotogne sono una specie di mele che ho visto crescere solo in Salento. Ma che potrebbero crescere in altri posti, questo perché in realtà non mai fatto uno studio scientifico sulla loro diffusione geografica. Da crude sono praticamente immangiabili, perché sono aspre e “allappano” il palato come i cachi acerbi. Quando si trasformano in marmellata, sono buonissime. Credo che siano moto ricche di pectina, perché la marmellata tende a diventare subito molto compatta, e per questo si fanno anche dei cubetti che si conservano in frigo come fossero caramelle. La mia amica Gianna ne va matta.
Cotonata. E’ la mia pettinatura della domenica mattina al momento del caffè. Amy Whinehouse sarebbe fiera di me. Forse direbbe “Beehive, my darling, here in London we say beehive hair! ” Anche al mattino lì, sono tutti così trendy! In ogni caso credo che anche lei avrebbe apprezzato la crostata.

